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Una dieta con troppo sale nuoce alla circolazione ed al cervello (31/01/2018)

Mangiare cibi molto salati aumenta il rischio di scompensi cerebrovascolari e di demenza: la riduzione del flusso sanguigno può portare a scompensi cognitivi.

Jim Koenig, Ph.D., direttore del programma al National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS), che è parte degli U.S. National Institutes of Health che hanno supportato lo studio, spiega che per anni gli scienziati hanno cercato di comprendere i meccanismi in base ai quali il sale danneggia il cervello.

 

Questo studio ha fornito un dettagliato diagramma cellulare e molecolare di come i problemi nascono nell'apparato digerente, aprendo la porta a nuovi percorsi terapeutici.

In questa ricerca alcuni topi sono stati alimentati con una dieta ad alto contenuto di sale (HSD), 16 volte la quantità normale di cloruro di sodio contenuta nel loro cibo.

Dopo 8 settimane il loro cervello ha mostrato una riduzione del flusso sanguigno del 20-30% rispetto a i topi alimentati normalmente.

La riduzione del flusso sanguigno è stata accompagnata da sintomi simili a quelli della demenza.

Tornando alla dieta normale i sintomi sono scomparsi, facendo dedurre che l'effetto dell'eccesso di sale fosse reversibile, ovviamente alle condizioni seguite nell'esperimento, sia per quanto riguarda le quantità che i tempi.

Per approfondire i meccanismi di azione del sale nel cervello i ricercatori hanno prelevato dei vasi sanguigni dai topi alimentati con molto sale e li hanno fatti crescere in laboratorio.

Mentre di norma i vasi si restringono per ridurre il flusso e si dilatano per aumentarlo, nel caso dei topi alimentati con molto sale i vasi non hanno risposto in modo normale agli stimoli pro-dilatazione.

E' stata anche osservata una riduzione della funzione dell'enzima eNOS, responsabile della produzione di ossido nitrico (NO), un potente stimolo per la dilatazione dei vasi sanguigni.

Quando poi l'aminoacido l-arginina, che incrementa l'attività dell'enzima eNOS e la produzione di ossido nitrico è stato aggiunto ai dischi contenenti i vasi dei topi alimentati con HSD le cellule hanno ripreso a rispondere in modo normale.

Quando l'L-arginina è stata iniettata direttamente nei topi alimentati con molto sale (HSD) i problemi cognitivi sono scomparsi.

Una prima spiegazione è nell'evidenza (già nota) del fatto che mangiare troppo salato modifica il sistema immunitario nell'apparato digerente, una scoperta riportata per la prima volta dagli scienziati che studiavano gli effetti del sale in un modello di sclerosi multipla.

In particolare una dieta con molto sale incrementa la comparsa di cellule immunitarie TH17.

Le cellule TH17 secernono una molecola, IL-17, che può avere effetti tossici sui vasi sanguigni.

Dato che i ricercatori non hanno osservato alcuna cellula TH17 nel cervello dei topi alimentati con molto sale, hanno concluso che deve essere l'IL-17 che agisce direttamente sui vasi sanguigni cerebrali, muovendosi nel sistema circolatorio.

L'ipotesi è stata confermata dai risultati di questi altri tre esperimenti.

Primo: l'alimentazione con molto sale non ha prodotto effetti nel cervello dei topi mancanti del gene per IL-17.

Secondo: gli effetti dell'alimentazione con molto sale potrebbero essere annullati trattando i topi con un anticorpo che lega IL-17 e impedisce che influisca sui vasi sanguigni.

Terzo: effetti simili a quelli prodotti dalla dieta con molto sale sono stati osservati nei topi normali ai quali era stato iniettato direttamente IL-17.

Insieme, questi risultati suggeriscono che sia IL-17 (rilasciato dalle cellule intestinali in risposta ad una dieta con molto sale) ad agire sui vasi sanguigni nel cervello.

Negli esseri umani, alti livelli di sale nell'alimentazione sono stati a lungo associati con alta pressione sanguigna, e una crescente evidenza ha collegato la pressione sanguigna e la salute del cervello.

Tuttavia, la pressione sanguigna dei topi HSD non è stata influenzata, suggerendo un meccanismo molto specifico e indipendente per i cambiamenti visti qui.

Per saperne di più
Dietary salt promotes neurovascular and cognitive dysfunction through a gut-initiated TH17 response
Nature Neuroscience
Link...

NINDS
The National Institute of Neurological Disorders and Stroke
Link...

Marco Dal Negro