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Chirurgia dell'obesità: novità da un convegno alla "Fondazione Dragan"   (20/03/2001)

E' stata presentata al recente Convegno della "Fondazione Dragan" l'attuale situazione sulla chirurgia dell'obesità anche in funzione dei dati presenti sul Registro Italiano che raccoglie ormai da cinque anni l'esperienza dei Centri specializzati. Il punto della situazione è stato discusso dal presidente della Società Italiana di Chirurgia Endoscopica, il professor Nicola Basso, il quale ha chiarito come la chirurgia tradizionale stia cedendo il passo, anche nei casi di grande obesità, a quella endoscopica.
L'eccesso di peso viene calcolato con l'indice di massa corporea dato dalla divisione tra il peso, espresso in chili, ed il quadrato dell'altezza, espresso in metri: un risultato superiore a 30 denota obesità, un risultato pari a 40 denota invece obesità per la quale può essere indicata la chirurgia. Per qualsiasi intervento chirurgico è preferibile che l'individuo consulti uno psichiatra il cui parere, al fine di valutare l'accettazione da parte del paziente, deve essere considerato vincolante. Un indice di massa corporea pari a 50 denota addirittura superobesità con probabile presenza di una malattia associata in atto: diabete, artrosi, calcoli alla colecisti, danni cardiovascolari, ipertensione; in questi casi estremi e pericolosi si può oggi fare ricorso ad interventi malassorbitivi, spesso complessi, ma indicati ed indiscutibili per la situazione.
In tal senso due sono le possibilità di intervento: il by pass gastrico e la diversione bilio pancreatica. Vediamoli nello specifico. Il primo, indicato in persone obese con indice compreso tra 40 e 50, arriva dagli Stati Uniti ed è praticato nel nostro Paese da poco tempo; nella parte alta dello stomaco si confeziona una piccola tasca per mezzo di cucitrici meccaniche ed essa viene poi unita ad un segmento intestinale in modo da "elidere" stomaco e duodeno; in tal modo il soggetto può mangiare in relativa libertà senza eccedere con gli zuccheri ed i farinacei che, giungendo direttamente nell'intestino senza essere lavorate dai due organi esclusi dal processo, causano capogiri, palpitazione, debolezza e sudori. L'intervento in laparoscopia richiede tempi di circa quattro ore, ma i risultati, confermati anche dai casi operati in un anno, hanno dimostrato la perdità di metà del peso in eccesso a vantaggio anche di ipertensione e diabete. Il secondo intervento, invece, prevede l'asportazione della parte inferiore dello stomaco e l'unione del moncone gastrico ad un tratto basso dell'intestino nel quale si fa giungere la bile; tale situazione permette l'eliminazione di numerose sostanze alimentari che altrimenti verrebbero assorbite. Non è necessario quindi mangiare poco, ma semplicemente sopperire alle conseguenti evacuazioni con l'assunzione di calcio, vitamine e ferro. Anche questo intervento viene effettuato in laparoscopia con eccellenti risultati: perdita di due terzi del peso in eccesso e regressione di diabete ed ipertensione.
Sono numerosi i centri italiani specializzati nella chirurgia dell'obesità; per citarne alcuni: l'Ospedale San Carlo di Milano (prof. Tenchini), l'Ospedale Don Bosco di Napoli (dott. Angrisani), il Policlinico Gemelli di Roma (dott. Tacchino), l'Ospedale Bellaria di Bologna (prof. Capizzi), l'Ospedale Careggi di Firenze (prof. Borrelli).

 


L'armadietto omeopatico casalingo
(del Dott. Turetta)
Quali sono i problemi o le disfunzioni che possono giovarsi di un intervento omeopatico d'urgenza e, di conseguenza, come dovrebbe essere un ideale armadietto medicinale omeopatico casalingo.


 

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