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Scoperto il meccanismo biologico per cui mangiare proteine toglie di più la fame (14/08/2012)

 

L'efficacia nel far perdere peso delle diete con molte proteine è dovuta anche alla capacità di ridurre l'appetito.

Il gruppo di studiosi Inserm, CNRS et Université Claude Bernard Lyon 1, coordinato da Gilles Mithieux, direttore dell’Unité Inserm 855 "Nutrition et cerveau" à Lyon, è riuscito a spiegare il meccanismo biologico che sottostà a questa proprietà.
I ricercatori hanno descritto nel dettaglio la catena di reazioni, causate dalla digestione delle proteine, che manda al cervello il messaggio di sazietà dopo il pasto.
I risultati, pubblicati il 5 luglio 2012 nella rivista Cell permette di intravedere nuove strade per la cura dei pazienti obesi.

İ Inserm / F. Koulikoff

Il gruppo si studiosi è riuscito a fare luce sulla sensazione di sazietà provata molte ore dopo un pasto ricco di proteine. La sensazione è spiegata dai messaggi che hanno inizio dalle proteine assunte con carne, pesce, uova ed anche con alcuni cereali, tra il sistema digerente ed il cervello.

In alcuni studi precedenti, ricercatori hanno provato che consumare proteine stimola, dopo l'assimilazione del cibo, la sintesi del glucosio nell'intestino, funzione nota come gluconeogenesi. Il glucosio che è rilasciato nel circolo sanguigno (vena porta) è rilevato dal sistema nervoso che manda un segnale di soppressione dell'appetito al cervello.
Meglio nota nel fegato e nei reni dai quali fornisce zucchero ad altri organi, la gluconeogenesi nell'intestino manda un segnale di soppressione dell'appetito dopo i pasti, caratteristico della sazietà.

In questo nuovo studio i ricercatori sono riusciti a descrivere nel dettaglio come la digestione delle proteine innesca un doppio ciclo di reazioni a catena che coinvolgono il sistema nervoso ventrale (tramite il nervo vago) e quello dorsale (tramite il midollo spinale).
Lo studio approfondito dei meccanismi biologici ha identificato specifici recettori, i recettori oppioidi µ, che si trovano nel sistema nervoso della vena porta all'uscita dell'intestino. Questi recettori sono inibiti dagli oligo-peptidi prodotti durante la digestione delle proteine.
I recettori oppioidi µ sono riconosciuti nel cervello per il loro ruolo nel sistema nervoso riguardo la sensazione di piacere, in particolare l'effetto di sollievo dal dolore della morfina.

In una fase iniziale gli oligo-peptidi agiscono sui recettori oppioidi µ che mandano, attraverso il nervo vago ed il midollo spinale, un messaggio ad aree del cervello specificamente progettate per ricevere questi messaggi.
Durante una seconda fase il cervello manda un messaggio di ritorno che stimola la gluconeogenesi attraverso l'intestino che quindi manda un messaggio per sopprimere l'appetito alle aree del cervello, come l'ippotalamo, che controllano l'assunzione del cibo.

L'identificazione di questi recettori e del loro ruolo nella gluconeogenesi intestinale apre nuove prospettive di studio contro l'obesità. La sfida ora è quella di determinare come agire sui recettori oppioidi µ per controllare la sensazione di sazietà per lunghi periodi.
Secondo Gilles Mithieux che ha coordinato lo studio, se utilizzati in modo troppo intensivo questi recettori possono diventare insensibili. Si tratta perciò di trovare il modo di attivarli moderatamente.

Per saperne di più
http://www.inserm.fr/

( MDN )


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(del Dott. Turetta)
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