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Musica per i golosi

a cura di Francesca Mineo

 

 

 


Antonella Ruggiero

L'intervista

Un album delicatamente pop, dove sono esaltati la voce di Antonella Ruggiero e gli arrangiamenti. Prodotto e arrangiato da Roberto Colombo, 'Antonella Ruggiero' è il nuovo, omonimo album della cantante che negli ultimi anni ha dedicato gran parte della sua carriera a progetti di ricerca nella musica antica e sacra.

"Di un amore" è il singolo del nuovo album...
Sì, l'abbiamo scelta perché ci sembrava una canzone di grande atmosfera, diversa da altre del disco ma non troppo 'colta'. L'ho scritta con Antonio Volpe, ex-cantante dei bolognesi Balkan Air.

I progetti di musica sacra proseguono con regolarità?
Ho sempre amato alternare le due facce della mia passione per la musica. Certo ricordo come un'intensa esperienza l'opera video "Medea", di Adriano Guarneri, presentata alla Fenice di Venezia, così come le rassegne di musica sacra nelle chiese. Volevo però tornare con un album pop che comunque non escludesse la ricerca.

In effetti è un disco vario, con tracce molto diversificate nello stile…
Senza dubbio è un album ricco, pieno di buona musica, lo spero almeno! A livello di arrangiamenti ci sono tanti flash che riportano indietro nel tempo, a volte negli anni '50 e '60. Ma si tratta di piccoli dettagli. In generale il disco è arrangiato in modo assai moderno, anche se ognuno lo può ascoltare e recepire a modo suo. La struttura melodica è comunque sempre fedele alla forma canzone tradizionale, tanto che diversi brani di questo lavoro potrebbero tranquillamente costituire dei singoli.

Si tratta di canzoni composte parallelamente agli altri progetti?
In realtà avevo 'parcheggiato' molte canzoni che all'improvviso ho deciso di racchiudere in un album. C'è voluto poco tempo per finirle e selezionarne diciotto, per poi arrivare alle dodici del disco. Erano ferme da parecchio tempo proprio perché ero (e sono tuttora) interessata a proseguire con l'altro mio mondo, quello legato alla musica antica, dove ho vissuto delle esperienze meravigliose che non posso paragonare a quelle avute prima.

Il nuovo disco ha uno spirito molto giocoso...
E' sempre importante conservare dentro di noi l'animo bambino, leggero, che vuole appunto giocare. Lo considero una breve storia della musica leggera italiana che va dagli anni Sessanta agli Ottanta: la musica che ascoltavamo alla radio e che vedevamo alla televisione. Un percorso a ritroso, dove prevalgono ricordo e memoria, ma non nostalgia.

Alcuni pezzi sembrano adatti anche per i bambini, infatti...
Una canzone in particolare, 'Cose per bambini', in effetti lo è, e rimanda ai tempi del mago Zurlì; poi c'è 'Il bravo giardiniere', che ricorda le vecchie sigle televisive e le colonne sonore anni Sessanta.

C'è una predilezione per le orchestrazioni...
Sì, io e Roberto abbiamo fatto intervenire un quartetto d'archi che già mi segue in altri progetti, la USO, Unbalanced Session Orchestra. Soprattutto il suono non è mai attualizzato con l'elettronica, solo con sintetizzatori monofonici e organi Hammond.

'Idea gentile' porta invece ad atmosfere sudamericane..perché queste scelte così distanti, anche geograficamente?
Ha il tempo di una rumba, e rievoca il modo occidentale di interpretare l'America Latina. Roberto si è divertito molto a utilizzare gli archi al posto dei fiati così come negli anni Cinquanta faceva un gruppo cubano, l'Orquesta Argon.

E' un omaggio alle donne, 'L'aviatrice'?
Sì, è dedicata ad Amelia Earhart, la prima donna che ha trasvolato l'Atlantico, ma è chiaro che colpisce il cuore delle donne, per lo slancio e la passione del gesto. Il ritmo cattura perché evoca le canzoni da crociera, con tanto di coretti alla Trio Lescano in sottofondo.

 

 

 

 


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