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Musica per i golosi

a cura di Francesca Mineo

 

 

 


Joe Strummer

L'intervista

Joe Strummer sta benissimo. E si sente benissimo. Ha vissuto momenti che sono entrati nelle enciclopedie del rock, ha anticipato tendenze e rivoluzionato il modo stesso di salire sul palco a suonare.
Appare come chi ha fatto il pieno di vita, e ancora oggi vuole respirare a pieni polmoni. Leader storico dei Clash, è ancora oggi, nella memoria collettiva, il simbolo del punk che, con i Sex Pistols, voleva fare piazza pulita del passato per gridare al mondo musica nuova. 'London Calling' è ormai consacrato alla stregua di inno di un'epoca, ma anche album posteriori, come 'Combat Rock' hanno tenuto viva la leggenda.

La bolla di cristallo va in frantumi nell'85. The Clash sono solo il simbolo di altre fratture. Non per questo il nome di Joe Strummer è rimasto un vago ricordo. 
Oggi il cantautore parla del suo album, "Global a-Go go" (Hellcat Records/Epitaph), realizzato con la band che lo accompagna da qualche anno, The Mescaleros. E' un ricco melting-pot di stili, molte chitarre, percussioni etniche e anche un pizzico di elettronica che tanto affascina l'ex frontman dei Clash. 
<Mi ritengo fortunato, ho trovato dopo tanto tempo le persone giuste con cui lavorare ancora, ed ecco il secondo album con loro. E' stato un lavoro di gruppo, dall'inizio alla fine. E quando abbiamo finito eravamo davvero soddisfatti: eravamo una vera squadra>.

Questo album appare solare e ottimista. E' la nuova vita di Joe Strummer?
Sì, voglio essere ottimista, mi piace la vita e tutte quelle soluzioni, quelle piccole cose che la rendono più bella e pacifica. Ho pensato così di scrivere un album gioioso, volevo lasciare da parte le depressioni e i sentimenti più tristi
Anche i testi, non sono particolarmente 'impegnati'...
I problemi nel mondo non mancano, ma qui ho voluto concentrarmi sul potere che ha la musica di unire le persone.

Cosa sta accadendo al rock, che solo in alcuni casi per gli artisti, è luogo in cui poter essere ribelli?
Ci sono gli affari. Il business intorno al rock smorza tutti gli entusiasmi, e fa finire molti esperimenti interessanti. Molti giovani preferiscono fare dischi 'sicuri', per poter vendere, senza rischiare. Anche le case discografiche ci mettono molto impegno per renderti complicata la vita, se non obbedisci sei licenziato. Certo se non si fosse rischiato, nessuno avrebbe scovato Jimi Hendrix.

E dunque ha ancora senso cantare e suonare la globalizzazione, i temi sociali, i problemi della gente? I temi democratici cari ai Clash?
Ha molto senso, o meglio, avrebbe senso e importanza, ma è raro che accada. E' anche colpa di Mtv che ha fatto percepire chiaramente di che tipo sia il business dietro la musica. Ha una grossa influenza sulla creazione della musica perché l'ha messa in vetrina, ma è diventato ormai un circolo vizioso. 
Il rock ha un grande potere ed è ancora un luogo in cui si possono trasmettere idee e fare rivoluzioni, ma la realtà è sempre più contro tutto questo. 

I Police si sciolgono nell'84, un anno dopo i Clash. Strummer e Sting prendono due strade diverse, forse nel tuo caso, quella meno facile. Che ne pensi, oggi?
(Ride per un po', ndr). Penso che ognuno debba seguire la propria personalità, alla fine bisogna essere a posto con la propria coscienza. Il mio modo di vedere è stato ed è sicuramente diverso. Sento la necessità di non stare mai fermo, io devo seguire il mio istinto, andare a caccia di idee nuove, fare ciò che sento in un dato momento. Amo spaziare nelle discipline artistiche....insomma (ride ancora, ndr) siamo diversi!

Allora è vero che sei lunatico come tuo padre, diplomatico di carriera?
Si è vero sono lunatico, cambio frequentemente le mie idee e i progetti, proprio come lui. Tra l'altro mio padre è davvero fuori di testa. E' il tipo perfetto da portare alle feste!
La tua versatilità, in effetti, ha portato molto talento al cinema..
Sì, è entusiasmante! Scrivere musiche per colonne sonore è divertente, mi piace molto: il fatto è che non molti se ne accorgono, del tuo lavoro, perciò puoi creare musica più selvaggia e bizzarra. Non hai pressioni finanziarie e quindi si lavora bene, sei molto più creativo, puoi davvero andare fuori di testa, con la musica, e va bene lo stesso! Nessuno si lamenta!

Una vita intensa, la tua. Ti manca qualcosa?
No, a essere sincero.... ho provato, devo dire, di tutto fino ad oggi. Sono una persona piuttosto felice. 
Se guardi indietro, che cosa vedi?
Ho ricordi molto eccitanti, gente che lotta per venire ai concerti. Vedo il punk rock, calci e pugni sullo stage a ogni serata....grande vitalità!

E oggi a cosa si assiste, nel panorama musicale?
Sotto un certo aspetto per il rock è un momento di calma piatta, ma sotto altri versanti, nell'elettronica, stanno succedendo cose sensazionali...tutti quei biing, fiuuu, dong, whoaaw tutti questi suoni sono talmente divertenti, sono nuovi e interessanti. Danno molta ispirazione alla musica.
Nella tua vita hai fatto il busker: hai suonato per strada diverso tempo. E' ancora un'attrazione fatale?
Assolutamente, la vita del busker è ancora una grande attrazione per me. Del resto se scrivo un brano il mio primo desiderio è quello di uscire fuori di casa e farlo sentire a chi passa per strada, non quello di inciderlo. 
Per evitare la 'dittatura' delle discografiche potresti scrivere un album, senza inciderlo, e obbligare il pubblico a venire ai concerti, piuttosto che a comprare il disco.. 
Bè, sì, si potrebbe fare.. e magari ottenere anche buoni risultati!

Escono ancora buoni gruppi dal Windsor Castle Pub, dal cui palco Londra vi ha conosciuto?
Lascia perdere, non esiste più. E' stato rimpiazzato da un bar che si chiama Bar Sport. La musica è finita, laggiù.

 

 

 


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