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Il sale contenuto nei cibi dei fast food cambia molto da un paese all'altro (12/09/2012)

 

Variano sensibilmente le quantità di sale contenute nei cibi dei fast food venduti dalle sei maggiori compagnie in diversi paesi industrializzati: secondo i redattori di uno studio pubblicato su CMAJ (Canadian Medical Association Journal), queste variazioni toglierebbero credibilità ai motivi tecnici addotti dai produttori quale causa degli alti livelli di sale nei prodotti.

Un gruppo internazionale di ricercatori ha studiato i dati riguardanti il sale contenuto in 2.124 articoli, di sette categorie di prodotti.
I dati sul contenuto di sale dei prodotti serviti da sei catene di fast food operanti in Australia, Canada, Francia, Nuova Zelanda, il Regno Unito e gli Stati Uniti sono stati raccolti nell'aprile 2010 ed le compagnie hanno fatto notare che alcuni valori, nel frattempo, sono già stati ridotti.
I valori singoli e quelli medi di sale contenuto sono stati calcolati e comparati tra paesi e tra compagnie.

si tratta di Burger King (conosciuta come Hungry Jack's in Australia), Domino's Pizza, Kentucky Fried Chicken, McDonald's, Pizza Hut e Subway delle quali sono stati considerati prodotti per il breakfast, burgers, pollo, pizza, insalate, sandwiches e patatine fritte.

Diversi paesi come Regno Unito, Irlanda, Finlandia, Giappone ed altri hanno già intrapreso azioni mirate ad una riduzione del contenuto di sale nei cibi. Recentemente azioni su base volontaria, da parte delle compagnie, hanno dato dei risultati anche se ostacolati dal fatto che per togliere sale sarebbe stato necessario rivedere alcuni processi produttivi, con costi non indifferenti.

Il contenuto di sale, si è visto, varia non solo in funzione del prodotto, ma anche della marca e del paese nel quale viene prodotto, con  Canada e Stati Uniti decisamente molto più salati di Regno Unito e Francia.
In Canada i McDonald's Chicken McNuggets contenevano 600 mg. di sodio (1.5 g sale) per 100 grammi di prodotto, contro i 240 mg di sodio (0.6 g sale) per 100 gr. del prodotto servito nel Regno Unito.

Dr. Norman Campbell, University of Calgary spiega con i suoi co-autori che si è notata una grande variabilità dei valori nei prodotti delle società transnazionali. Compagnie canadesi sostengono di aver lavorato per ridurre il sodio, ma le grandi quantità trovate in questi cibi indicano che gli sforzi volontari in questa direzione sono stati inutili e che, probabilmente, la strada della riduzione volontaria è stata un fallimento. I programmi di riduzione del sale dovrà forse passare da una regolamentazione più stretta con tempi e controlli certi.
La questione rimane aperta e non potrà certo essere risolta senza il contributo di tutti gli attori.

Autori
Elizabeth Dunford, Jacqueline Webster, Mark Woodward, Sebastien Czernichow, Wen Lun Yuan, Katharine Jenner, Cliona Ni Mhurchu, Michael Jacobson, Norm Campbell, Bruce Neal.

Per saperne di più
The variability of reported salt levels in fast foods across six countries: opportunities for salt reduction

(MDN )

 


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